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Mobilita' inesistente

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Expo, il governo sblocca i fondi un miliardo per i nuovi metrò

Atm taglia i servizi per trovare 150 milioni

Forse nessuno vede lo stridore tra queste due notizie, la prima del
7 novembre, la seconda di due giorni dopo. A leggerle separatamente
non ci si fa caso, ma insieme forniscono un quadro schizzofrenico di come
amministrazione e dirigenti legati al trasporto pubblico gestiscono la
questione mobilita' nella citta' definita "Capitale Economica d'Italia".

Ora io non vorrei passare per il solito che si lagna, anti-italiano, ma qui davvero c'e'
qualcosa che non quadra assolutamente.
Com'e' possibile leggere dichiarazioni del genere un giorno:

Dal sindaco Letizia Moratti che dice: «È una giornata di festa per Milano».

E due giorni dopo leggere notizie di questa portata:

[...]il debito che Palazzo Marino ha accumulato nei confronti della sua controllata
viaggia ormai tra i 100 e i 150 milioni. una cifra monstre, che blocca qualsiasi
ipotesi di sviluppo.

Secondo me a Milano non hanno il benche' minimo progetto per la mobilita' in citta' e
sopratutto da e verso la provincia. Si parla delle due nuove linee, M4 e M5, e la seconda
e' gia' in fase di costruzione, mentre la prima e' ancora senza cantieri ma almeno
progettata. La cosa triste e' che a Milano concepiscono la metropolitana come
nuove linee e nuove stazioni, quando in giro per l'europa la progettualita' delle stazioni
preve un riuso di molte stazioni gia' presenti per aumentare gli scambi in banchina.
Ma non e' la prima volta che a Milano si fanno queste pensate clamorose che alla fine
portano tanti cantieri ma una mobilita' ad ostacoli.
Qualcuno si e' mai accorto che per essere una stazione di scambio tra la M1 e la M2,
Loreto e' alquanto piccola come banchine(linea M1), mentre la stazione di Porta
Venezia e' ampia oltre misura? Beh questo dipende dal fatto che inizialmente
la stazione di intersezione prevista tra le due line fosse proprio quella di Porta Venezia.
Oppure come la stazione di Porta Garibaldi, che era evidentemente progettata come
stazione d'interscambio a livello di banchina ma mai sfruttata in tal senso. Insomma
prima progetto una stazione d'interscambio e poi ci penso a come collegarla.

Chiunque abbia fatto un salto oltre le alpi si sara' reso conto che citta' del livello di
Milano, hanno un sistema di trasporto pubblico degno di questo nome, e non solo
nato con progetti che guardavano a sviluppi futuri ma anche con una modularita'
che permette ancora oggi sviluppare soluzioni che possano realmente rispondere
alle esigenze della cittadinanza. Una cosa che spesso trovo all'estero e' un servizio
notturno che mi garantisca il fatto di poter andare al cinema in centro citta' e di poter
tornare a casa senza problemi. Si e' sperimentato anche a Milano una cosa del genere,
lodevole iniziativa ma pessima applicazione di orari. Il risultato, visto anche i problemi
economici li leggiamo nel secondo articolo preso a riferimento:

Si potrebbe iniziare — ed è questa una delle possibilità su cui si lavora — dai
servizi che non rendono quanto costano, come l’ora in più, il sabato sera, di
metropolitana. Una sperimentazione — che riguarda un numero contenuto di
utenti — che scade a fine anno e che non si sa se verrà rinnovata, rendendola
strutturale e ampliandola, o se verrà cancellata e sostituita da altri servizi
simili, come il Bus by night

Capito ? Il problema del trasporto pubblico ovviemente deve essere visto anche
in un ottica economica, ma non puo' essere l'unico criterio per deciderne la
cessazione. il SERVIZIO di trasporto pubblico, e' un servizio che non deve
ragionare con ottiche esclusivamente d'impresa. A Monaco di Baviera la
metropolitana durante la settimana finisce all'una di notte e nel fine settimana
alle 2 e passa a seconda della linea. Oltre al fatto che le linee di superficie
hanno una ottima copertura per tutta la notte.

Ricordo ancora questo articolo uscito da poco:

Il metrò del 2030 si fermerà in 226 stazioni

Che racconta queste visioni spettacolari:

Entro il 2030 le linee della metropolitana diventeranno dieci, per 192 chilometri
e 226 stazioni (contro le 88 di oggi). Più dodici percorsi di ferrovia urbana
per una rete di trasporto pubblico che porterà Milano al livello di Londra e Parigi.

In tutto questo bell'articolo non si fa riferimento che al modo di fare progetti in Italia,
con ritardi colossali e cambiati anche in corso d'opera spesso per fermarle.
Sopratutto mi lascia perplesso l'enfasi che viene data al sogno che nel 2030 Milano,
sara' come Parigi o Londra...DI OGGI. Chissa' nel 2030 Parigi e Londra dove saranno...

Milano sara' lontana sempre e comunque da Parigi, Londra o la piu' abbordabile
Monaco di Baviera.finche' politici e amministratori gestiranno questi argomenti
esclusivamente per fini elettorali e non per porre rimedio ad un ritardo ormai ventennale.

Ultimo pensierino...pensate che oggi Milano a livello di mezzi pubblici, metropolitane,
treni regionali e' messa molto meglio delle altre citta' italiane...un primato davvero
equivoco...

D.

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