Barzellette poste e postini e affini
Ieri mattina abbiamo fatto una riunione in posta per smaltire la
corrispondenza arretrata. A un certo punto ha preso la parola un mio
collega, Pino il Calabrese, che ha detto:
"Ma perche' na iattamu nt'u Navigliu?".
Poi ha preso la parola un mio collega siciliano che ha detto:
"Ma quale Naviglio e Naviglio! Minchia, bruciamola! Tanto che differenza c'e'
tra posta celere e posta cenere?".
Poi ha preso il microfono Walter, un mio collega, milanese da 9 generazioni,
che ha suggerito:
"Si potrebbe provare a consegnarla...".
Walter lascia la moglie e due figli.
E' dura la vita del postino. Ieri ho citofonato ad una anziana
signora e le ho detto:
"Buongiorno, signora, sono il postino. Mi fa salire?".
E lei:
"Ma non e' che poi sale e mi ruba la pensione?".
"Signora, io gia' rubo lo stipendio..."
Mia madre era fissata col pezzo di carta. Mi diceva sempre:
"Figlio mio, al giorno d'oggi non vai da nessuna parte senza un certificato di invalidità".
Napoli: ancora violenza.
Ucciso per sbaglio un camorrista in una normale lite tra passanti.
La recessione è finita. Ora inizia la miseria.
In banca:
Io: "Avrei bisogno di un prestito".
Bancario: "Ci dia delle garanzie".
Io: "Vi garantisco che ho bisogno di un prestito".
Ufficio:
Ricerca di un numero di telefono, traduzione di alcuni termini in Inglese,
ricerca di un indirizzo su google-map. Tutto rigorosamente su internet.
Collega:
"una volta c'era l'elenco telefonico, i dizionari, altro che il computer!
Certo che oggi con la carta non ci si fa più niente"
Io: "See, niente: prova a pulitti il culo con un monitor, poi me lo dici!"
[seguono alcuni minuti di silenzio]