« Luglio 2006 | Main | Novembre 2007 »

13.08.06

Concetti inesistenti

Confine_Austria-Italia.JPG
(Pietra segnalante il confine tra Austria-Italia)

Riflettendo su alcuni termini oggi molto importanti, mi
rendo conto che tali parole oggi sono prive di senso.

La parola nazione come da definizione del dizionario, oggi mal si adatta
alle popolazioni all'interno di un medesimo stato.
Questo problema nasce non solo dal "recente" flusso migratorio da zone
depresse o nel pieno di un conflitto, ma dal semplice fatto che gli odierni
stati sono nati nel passato, prossimo o remoto che sia, da una forzatura
del termine stato/nazione verso una visione praticamente territoriale.
Per esempio, oggi si parla di nazione italiana, quindi da definizione:
di persone accomunate da tradizioni storiche, lingua, cultura, origine,
e dalla consapevolezza di appartenere a un’unità indipendentemente
dalla realizzazione in unità politica
, includendoci anche situazioni
che vanno contro tale definizione.
Il Sud Tirolo, la Sardegna e la Sicilia sono i piu' evidenti segni di discordanza
tra le une con le altre sia per tradizioni storiche che di lingua o di cultura o
peggio ancora d'origine...e c'e' anche il problema che la cosidetta
consapevolezza di appartenere allo stato Italiano oggi spesso viene messa
in discussione da affermazioni o parole.
Ci sono italiani che neanche conoscono l'italiano, per scelta o conseguenze
di vita, e difficilmente verranno portati a prendere questa identita' che
praticamente hanno solo sulla carta. Non preoccupatevi, il medesimo problema
esiste in praticamente tutti gli stati, proprio perche' la visione nazionalistica
forzata sull'ambito stato va in pesante conflitto con la realta' dei fatti.
In Inghilterra si stupiscono che gli ultimi attentatori, erano cittadini
inglesi, che la maggior parte di quegli stranieri oggi naturalizzati
si sentano primi legati alle loro radici culturali e/o religiose e poi, forse, inglesi.
Senza parlare delle divisioni interne tra britannici, gallesi, scozzesi, irlandesi,
ex-protettorati...Certamente il parlare l'inglese madrelingua non fa essere un
neozelandese inglese, forse e' un maori...
La societa' multietnica francese soffre di medesimi problemi d'integrazione
nazionale, senza tenere conto delle diversita' insite nello stato francese tra
il centro capitale e il sud montano o costiero oppure la "fredda" bretagna...
La Spagna soffre di simili problemi e in piu' condivide con i francesi il problema
della nazione basca...

Spero di avervi fatto capire dove voglio arrivare, cioe' che il termine nazione
oggi applicato agli stati attuali scricchiola pesantemente, sopratutto in
un'era in cui il livello culturale e' aumentato rispetto al passato in cui tali
termini potevano essere accettati senza una seria e personale critica delle
persone. Venendo a cadere la parola nazione nella sua concezione uso
attuale, anche la parola stato crolla, e diviene come nella foto, un pensiero
che nella realta' dei fatti non esiste se non per quei blocchetti piantati qua e
la, e per splendide linee tracciate sulla carta.Pura illusione.

Leggendo un'articolo scientifico, mi sono sorpreso a commettere un'errore su
un'altro termine: razza.
Termine che spesso viene usato impropriamente nel linguaggio comune anche
sui mezzi d'informazione nel parlare di uomini, definendo in realta' etnie.
Il termine razza applicato all'uomo, e' inutile, perche' la specie umana non ha
razze diverse. Vi faccio il medesimo esempio di quell'articolo:
Nella specie canina esistono varie razze, cioe' animali che pur avendo in comune
una parte del patrimonio genetico, possiedono caratteri omogenei nella medesima
razza e diversi nelle altre razze. Questo porta al fatto che la razza dei levrieri e dei
bassotti, pur essendo della medesima specie sono di razze di verse.
Il levriero certamente ha piu' probabilita' di vincere una corsa rispetto ad un bassotto,
proprio perche' le caratteristiche delle due razze sono in questo case opposte.
Nell'uomo questo problema non sussiste, perche' ogni uomo di qualsiasi etnia
ha le medesime possibilita' di vincere la corsa verso un altra persona di etnia diversa.
Le caratteristiche sono uguali, quello che cambia sono delle conseguenze dovute a
modificazioni di origine ambientale e/o culturale.
Un pigmeo ha una corporatura piccola per poter disperdere maggiormente il calore,
ha i capelli crescpi per trattenere maggiormente l'umidita' sulla testa, ha una colorazione
della pelle scura per poter dissipare maggiormente il calore e proteggersi dalle emissioni
ultraviolette dei raggi solari.Caratteristiche perfette per chi vive in regioni desertiche
come quelle del centro africa o del centro australia.
Ovviamente chi vive in regioni ove ci siano opposte situazioni ambientali sviluppera'
caratteristiche corporee in relazione ad esse.Il colore bianco della pelle deriva da una
reazione naturale del corpo nel reagire ad un problema di rachitismo in climi dove
la luce e la temperatura siano ridotte, per esempio il nord europa.
Quindi chi utilizza la parola razza per definire un'essere umano commette un'errore
madornale oppure vuole assolutamente, e qui si entra nelle idiozie, fare discorsi
raziali per denigrare o qualcosa di peggio di cui abbiamo gia' avuto un pessimo
esempio.
Oggi come oggi si puo' parlare di diverse razze umane nel caso in cui con la
tecnologia si intervenga proprio a livello di genoma per creare realmente una
nuova razza. Nulla di naturale e sopratutto nulla che oggi possa sfuggire ai
gravi problemi della struttura morale esistente nella societa' mondiale.

D.

12.08.06

Crash! Boom! Bang!

crash-boom-bang.gif

Ripensai a questo album quando scesi dalla macchina, spingendo
fuori mamma dalla suo portiera, facendo prima attenzione che le
macchine dietro di noi si stessero' fermando.
Ripenso in questo momento a qui rapidi istanti...ma partiamo
con ordine.

Autostrada Milano-Como, penultima galleria prima del casello
comasco nella direzione verso Milano.
Chiacchere stupide come in ogni viaggio di famiglia, ad un certo
punto, nella curva la macchina perde la direzione, vedo le
mani di mia mamma che si muovono freneticamente
sul volante cercando di riprendere il controlo.
BOOM....
Vedo che la macchina si imbarca in direzione del guardrail,
capisco che ormai l'urto e' inevitabile.
La cintura era gia' messa, mi irrigidisco quanto basta per
sopportare l'urto frontale, valuntando che devo rimanere
lucido dopo...
BANG....
L'urto con il guardrail e' potente, la macchina si punta e
poi rimbalza come una palla da tennis sulla racchetta.
Prosegue la sua folle corsa di traverso, portando il
movimento a far ribaltare la macchina, non ho il tempo
per stringere le braccia al corpo, la macchina inizia a
cappottare sul mio lato, il movimento fa andare il mio braccio
destro sul vetro.
CRASHHHH....
Si frantuma per il peso della macchina
ormai sul fianco destro, striscia quel tanto per farmi capire
col dolore vivo sulla pelle che mi sto grattuggiando il braccio,
reazione istintiva riesco a tirare su il braccio e il supplizio
finisce.
La macchina continua il suo rotolare e ora ci troviamo sotto
sopra, penso al tettuccio apribile, richiudo gli occhi in attesa
di un'altra frantumazione che non avviene, contemporaneamente
il parabrezza si spacca ma non va in frantumi.
La macchina percorre altri secondi di strada col tetto,
facendo scintille come miliardi di stelle cadenti.
Si ferma.
Riapro gli occhi, rapido controllo, testa, collo, braccia,
gambe, nulla di rotto.
Slaccio la cintura e mi muovo con l'obiettivo di fare tutto
in sicurezza, le macchine che ci seguivano vedo che si fermano
a distanza di sicurezza, slaccio la cintura alla mamma in completo
stato di shock, spengo motore luci, apro la portiera lato guidatore
e faccio uscire la mamma, poi apro la portiera posteriore ed escono
i miei fratelli, il cane, Pride, che gira tremando nella macchina.
Controllo rapito, e vedo che la mamma ha un probabile colpo di
frusta ma nulla di peggio, diego solo un taglio alla bocca ma e' in
pieno stato di shock, Orlando ha battuto la testa ma nulla di
pesante, Chicca in piena crisi d'ansia, Pride solo impaurito.
Agisco e dopo aver rassicurato tutti, prendendo il triangolo e lo vado
a mettere a circa trenta metri, poi spedisco Chicca a fare il palo vicino.
Torno e vedo piu' in dettaglio lo stato psicofisico dei miei, nulla di grave.
In ospedale vedranno meglio se ho sbagliato.
Aiuto un paio di tir a passare tra il muro della galleria in cui ci siamo
ribaltati e la macchina ormai distrutta.
Arrivano quelli del supporto autostradale che iniziano a fare viabilita',
successivamente la prima ambulanza, comunico lo stato di tutti,
avendo conferma anche da parte degli infermieri.
Arriva anche la Polstrada, che si avvicina e guardandomi il primo
poliziotto mi fa:"Ti sei addormentato?" Ed io:"Guardi che manco guidavo
comunque quello che ho visto e' stato...". Bello stronzo penso.
Ormai le parti importanti in quel momento erano complete e io potevo
finalmente fermarmi un'attimo e guardarmi:...Sangue dal braccio destro...
UFFF...che palle.

Dopo ben cinque ore al pronto soccorso a Cantu', passiamo a prendere
le cose lasciate in macchina...

crash-boom-bang.jpg

USS ASTRA
Varata nel 09/2000, dopo un lungo viaggio durato 6 anni, dimostrando ogni
giorno la sua indubbia qualita'; oggi sabato 12 agosto 2006 chiude il suo ciclo
confermando lo spirito e l'anima del suo Capitano.
All good things.

Questo post e' stato scritto con immensa sofferenza sia interiore che fisica...
crash-boom-bang2.jpg

Ora a casa a Milano a curare le botte e le ferite.
Pausa di vita.
DLDD